DICHIARAZIONE DARIO STEFÀNO SU DECRETO ENOTURISMO

Dario Stefano Presidente Ceseo

IL DECRETO DEL MASAF E’ UN PASSO AVANTI MA NON COSTITUISCE UNA POLITICA NAZIONALE SULL’ENOTURISMO

Dichiarazione di Dario Stefano Presidente Ceseo sul Decreto Ministeriale sull’Enoturismo

Di Dario Stefano Predidente Ceseo Centro studi Enoturistici e Oleoturistici

“Il decreto del Ministero dell’Agricoltura è un passo in avanti – dichiara Dario Stefàno. Riconosce che il turismo del vino contribuisce alla reputazione delle nostre produzioni e alla crescita dei territori, e apre la possibilità di sostenere progetti di promozione. È giusto accoglierlo con favore.
Ma un passo, da solo, non è ancora una politica nazionale. La misura, infatti, si fonda sulle risorse della PAC già assegnate alle Regioni e non prevede nuovi stanziamenti nazionali dedicati. E, pur contemplando possibili strumenti digitali e la raccolta di dati statistici attraverso il sistema AGEA, non costruisce una regia nazionale capace di trasformare quelle informazioni in conoscenza stabile e in indirizzi comuni.

ALL’ENOTURISMO ITALIANO SERVE UNA CABINA DI REGIA

E qui che si avverte una grande lacuna. All’Italia serve una cabina di regia nazionale che metta in relazione istituzioni, Regioni, università, centri di ricerca e operatori; promuova studi e rilevazioni continuative; accompagni una strategia per un turismo del vino sostenibile e rigenerativo. La Francia, attraverso Atout France, ha sviluppato un coordinamento nazionale e attività di studio dedicate all’enoturismo. Anche le esperienze spagnole mostrano quanto contino reti e strumenti comuni per dare visibilità alle destinazioni.
C’è di più perché a questa lacuna se ne aggiunge un’altra: all’Italia manca un portale nazionale che presenti e colleghi le sue wine destination: non solo le cantine, ma i paesaggi, i borghi, le esperienze, le culture e le comunità che rendono un territorio una destinazione.

E’ URGENTE CREARE UN SISTEMA FORMATIVO PER GLI ADDETTI ALL’ENOTURISMO E FINANZIARLO

C’è poi il tema delle competenze. Il Movimento Turismo del Vino ha già richiamato la necessità di formare gli operatori della wine hospitality. È una richiesta concreta perché l’accoglienza enoturistica richiede professionalità, capacità di racconto, conoscenza dei mercati e qualità del servizio. Il decreto, per ora, non prevede percorsi formativi strutturati.

Per tali ragioni considero il provvedimento un inizio positivo, ma non sufficiente. L’Italia ha riconosciuto per legge l’enoturismo e possiede territori, imprese e saperi capaci di competere nel mondo. Ora deve dotarsi degli strumenti per conoscerli, coordinarli e promuoverli insieme. Le opportunità ci sono, ma ora serve una strategia all’altezza.”

*Dario Stefàno*, Senatore della Repubblica per due legislature, è docente di Tourist Management presso la Lumsa di Roma e presidente del Centro Studi Enoturistici e Oleoturistici della stessa Università. È l’estensore della norma che, per la prima volta, ha riconosciuto e disciplinato l’enoturismo in Italia.