La diversità che crea valore. Martedì 27 ottobre a FINE Italy il Movimento Turismo del Vino riparte dalle diversità dei territori per costruire strategie

Presentati dalla presidente di MTV Italia Gardini Cinelli Colombini i risultati della ricerca condotta dal Professor Antonello Maruotti per CESEO dell’Università Lumsa di Roma, che mette a confronto Toscana e Sicilia: due modelli di accoglienza tra internazionalizzazione, sostenibilità e nuove esperienze per raccontare le sfide attuali dell’ospitalità in cantina
NON ESISTE UN SOLO MODELLO DI WINE HOSPITALITY
Non esiste un unico modello di enoturismo: le modalità di accoglienza e le esperienze proposte da ogni cantina seguono le caratteristiche e le peculiarità del proprio territorio.
E’ proprio sulle differenze che si gioca il futuro del settore e comprenderle permette di sviluppare azioni adatte a ogni realtà e capaci di trasformare il vino in un’esperienza che va oltre la degustazione. Dall’andamento dei flussi turistici, alle sfide legate all’accessibilità e ai temi sostenibili, l’indagine a cura del CESEO-LUMSA sulle cantine del Movimento Turismo del Vino di Toscana e Sicilia restituisce un quadro articolato sul valore della diversità territoriali e sulle opportunità di sviluppo dell’enoturismo.
A FINE ITALY 2026 IL MOVIMENTO TURISMO DEL VINO PRESENTA L’ANALISI CESEO
La ricerca, presentata il 27 ottobre a Riva del Garda, nell’ambito di FINE Italy, il primo salone fieristico del turismo del vino in Italia, racconta due modelli di successo per la loro capacità di rendere l’accoglienza in cantina sempre più qualificata, accessibile e sostenibile. Tra i relatori Violante Gardini Cinelli Colombini, Presidente Movimento Turismo del Vino e titolare Cantina Donatella Cinelli Colombini; Federica Fina, Presidente Movimento Turismo del Vino Sicilia, titolare Cantine Fina; Flavio Nuti, Vicepresidente Movimento Turismo del Vino Toscana, Amministratore Cantina Podere La Regola e Alessio Piccardi, CEO & Founder Fieramente Srl.
“Questo confronto nasce dall’idea di leggere l’enoturismo a partire dalle differenze regionali – racconta Violante Gardini Cinelli Colombini, presidente MTV – ovvero importanti risorse da cui partire per individuare nuove possibilità di crescita in termini di miglioramento dell’offerta, qualità dell’accoglienza e capacità di rispondere agli obiettivi di sviluppo sostenibile. Come Movimento Turismo del Vino, crediamo che condividere esperienze e competenze sia fondamentale per costruire un settore più consapevole e competitivo, così da promuovere congiuntamente l’offerta enogastronomica italiana sottolineandone le diversità e unicità territoriali e permettere ad ogni realtà di crescere a proprio modo ma insieme alle altre”.
ANTONELLO MARUOTTI CONFRONTA LE CANTINE TURISTICHE TOSCANE E SICILIANE
L’indagine ha posto in primo luogo l’attenzione sul fronte della domanda turistica che vede la Toscana confermarsi una destinazione consolidata, caratterizzata da flussi importanti e una rete commerciale strutturata, come racconta il 42,6% di operatori del territorio che commercializzano wine-tour e il 46,8% delle cantine che invia proposte alle agenzie più volte l’anno. il 40,4% delle cantine toscane supera i 2.000 visitatori e, in relazione al 2025, il 46,8%segnala un aumento dei visitatori a fronte di un 29,8% che registra una situazione stabile. Dati, presentati da Flavio Nuti, Vice Presidente di MTV Toscana, che restituiscono un profilo solido che può contare inoltre su una forte presenza internazionale testimoniata dal 66% che dichiara una quota di stranieri superiore alla metà dei visitatori.
TOSCANA LEADER E PIONIERE LA SICILIA GRANDE EMERGENTE
Dalla Sicilia invece emerge una domanda sempre più in crescita accompagnata da un’evoluzione dell’offerta su tutta la regione: nel 2025 il 61,4% delle cantine dichiara un aumento dei visitatori e ben il 59% afferma di aver sviluppato nuove esperienze enoturistiche per il 2026, inoltre i tre quarti delle aziende dichiarano una clientela prevalentemente straniera, confermando anche qui l’importanza della componente internazionale. Dallo scenario raccontato dalla presidente regione MTV Federica Fina, Nelle cantine siciliane la degustazione resta tuttavia il fulcro dell’esperienza con il 37,6% che offre ristorazione e solo il 23% il pernottamento, indice che esistono ancora margini per ampliare le occasioni di permanenza e potenziare la componente esperienziale della visita.Una dinamica che si riflette anche sul piano economico: per l’58,3% il fatturato legato all’enoturismo, esclusa la vendita diretta di vino, rappresenta meno del 10% del totale.
Tra le direttrici di crescita, la sostenibilità continua ad occupare un ruolo centrale: nel campione siciliano l’86,7% delle aziende dichiara di produrre energia da fonti rinnovabili, l’88% non utilizza plastica nel servizio al cliente e il 72% impiega bottiglie di vetro leggero per i propri vini; sale inoltre al 34,1% le aziende che possiedono colonnine per la ricarica di veicoli elettrici. Accanto a questa crescita sostenibile resta aperta la questione dell’accessibilità: raggiungere una cantina può ancora oggi comportare costi significativi, a dirlo sono il 71% delle aziende toscane e il 50% di quelle siciliane che segnalo costi superiori a 100 euro per i trasferimenti dall’aeroporto più vicino. In Toscana il 23% delle aziende dispone di un trasporto organizzato in cantina e il 62% segnala la possibilità di bus turistici, dimostrando una particolare attenzione nel migliorare l’arrivo in cantina, a cui è necessario affiancare un miglioramento delle informazioni sui collegamenti e sviluppo di convenzioni con operatori turistici. Si è aggiunto poi l’intervento, in collegamento da Vinitaly NY, di Alessio Piccardi – CEO & Founder Fieramente Srl, il quale ha presentato una panoramica sui dati più recenti dedicata alle importazioni di vino italiano negli USA, evidenziando le evoluzioni e le differenze tra i diversi territori.
COSA FARE PER MIGLIORARE NEL FUTURO I CONSIGLI DI ANTONELLO MARUOTTI ALLE CANTINE TURISTICHE
Dall’indagine emerge che tra le principali sfide future c’è l’aumento del valore generato da ogni visita, ovvero la necessità di superare la logica basata esclusivamente sul numero degli ingressi ma piuttosto sviluppare un’offerta più ampia, con proposte complementari in vigna e in cantina che invitino al visitatore a trattenersi più a lungo e sviluppare un legame duraturo con la cantina. In questo senso il confronto tra le due regioni offre spunti per sviluppare soluzioni operative adattabili e replicabili in ogni territorio, relative alla fase di arrivo, permanenza, acquisto e ritorno del visitatore, così da accompagnare le aziende verso modelli di ospitalità funzionali ma comunque coerenti con le proprie dimensioni e potenzialità. La ricerca restituisce così due traiettorie complementari: se il modello toscano si dimostra una destinazione consolidata con una mole di flussi importante le cantine siciliane sono caratterizzate da un particolare dinamismo dell’offerta.





