ACCOGLIENZA FAMILIARE, PREZZI CONTENUTI, POCHI EVENTI E CHIUSURA DOMENICALE QUESTI I CARATTERI DELLE CANTINE TURISTICHE DEL NORD EST E SOPRATTUTTO DEL TRENTINO

I profili dell’accoglienza turistica nel Nord Est e specificamente in Trentino è stratta dall’indagine nazionale 2024 sulle cantine del Movimento Turismo del Vino. Un’analisi effettuata da Antonello Maruotti professore ordinario di statistica dell’Università Lumsa di Roma e presidente del comitato scientifico di CESEO centro studi enoturistici e oleoturistici. Per la prima volta delinea le differenze e le peculiarità di ciascun territorio nell’accogliere i visitatori in cantina. Mostra come i caratteri specifici di ogni area si rispecchino in modo fedele anche della wine hospitality: più ospitali, festaioli e propensi ad abbinare il vino con i cibi tipici a Sud. Più attenti a valorizzare il paesaggio e la cultura, diversificare l’esperienza ma anche più cari in Toscana. Più pragmatici o orientati sull’assaggio in Friuli Venezia Giulia mentre in Trentino l’accoglienza in cantina diventa più familiare e meno costosa, meno “fantasiosa” e valorizzata da eventi ma anche meno accessibile la domenica.
Questo il panorama di un turismo del vino che cambia nelle diverse parti d’Italia con regioni dove le cantine hanno anche investito in modo importante sui punti vendita, le sale da degustazione, le infrastrutture di somministrazione e pernottamento…. A fronte di un comune e crescente interesse nell’enoturismo si cominciano a delineare caratteri peculiari di ogni zona che da un lato vanno accentuati per diversificare l’offerta e dall’altro lato vanno corretti nei comportamenti controproducenti.
PUNTI DI FORZA E DI DEBOLEZZA DELL’OFFERTA ENTOTURISTICA TRENTINA
<<In sintesi, il Trentino-Alto Adige unisce forte identità familiare e canali di vendita (Horeca, diretto, export) molto presidiati>> spiega Antonello Maruotti << D’altro lato, sconta scarsa programmazione di eventi, domenica quasi inesistente, adozione premium più bassa e performance economiche peggiori del resto del Nord-Est>>. Dati che portano a indicazioni precise sul da farsi << Le leve prioritarie, quindi, sono: riattivare la domenica su prenotazione con micro-eventi a bassa intensità; strutturare format ricorrenti (anche brevi/educational) per alzare scontrino e fidelizzazione; alzare il gradino premium (più aziende e maggiore valore percepito); e spingere l’online con CRM, remarketing e offerte post-visita>>.
L’ANALISI DI ANTONELLO MARUOTTI SULL’ENOTURISMO DEL TRENTINO
Il campione TAA è molto piccolo (n=6); il Nord-Est nel complesso conta n=66 (resto NE ≈ n=60). I risultati vanno letti con cautela, ma delineano tratti identitari chiari.
Il TAA è 100% a conduzione familiare, più della media NE (88%). La rilevanza paesaggistica è buona ma non universale (67% TAA contro 77% NE), mentre la connotazione storico-culturale è in linea (50% vs 52%). L’innovazione dell’offerta è dichiarata dal 67% delle cantine TAA, leggermente sotto il dato NE (71%). A differenza del quadro nord-estino, dove la varietà delle proposte è il principale punto debole (solo 17% con ≥5 esperienze), nel TAA un terzo delle aziende offre già cinque o più esperienze (33% TAA vs 17% NE): un segnale di gamma più profonda nonostante la numerosità ridotta.
Sul fronte premium, nel TAA l’adozione è più selettiva (33% delle cantine offre un’esperienza premium, contro 42% nel NE). I riepiloghi di prezzo premium/standard sono previsti dal codice ma non riportati qui; appena disponibili, consentiranno di fissare i price-point locali e confrontarli con quelli nord-estini (dove la mediana premium è 30 € e la standard 19,25 €).
POCHI EVENTI NELLE CANTINE TURISTICHE TRENTINE
La programmazione di eventi è il vero punto critico rispetto al resto del Nord-Est. Nel TAA feste/concerti si tengono “una volta l’anno” nel 33% dei casi e mai nel 67% (nel NE, invece, il 27% fa 2–3 edizioni e il 21% arriva a 4+). Gli eventi culturali sono assenti nell’83% dei casi (NE: 55% mai) e i corsi sono sostanzialmente inesistenti: corsi sul vino 83% mai (NE 70% mai) e corsi di cucina 100% mai (NE 88% mai). Qui il divario con il resto del Nord-Est è netto: il TAA ha molto margine per introdurre format ricorrenti e “educational”.
Anche l’accessibilità nel weekend segna differenze importanti. Il sabato il TAA è aperto nell’83% dei casi (NE 88%), ma la domenica nessuna cantina risulta “aperta” senza prenotazione (0% contro 32% nel NE); il 33% opera “su prenotazione” (NE 30%) e il 67% è chiuso (NE 38%). In altre parole, la domenica è fortemente sotto-sfruttata nel TAA.
ASPETTI ECONOMICI DELLE CANTINE TURISTICHE DEL NE E DEL TRENTINO
I canali di vendita mostrano un profilo polarizzato, con alcune peculiarità rispetto al Nord-Est. L’Horeca in TAA è il canale principale di riferimento per tutte le cantine. La vendita diretta è molto forte anche qui, allineata al baricentro NE. L’export nel TAA è ripartito in modo equilibrato tra chi lo ritiene importante e chi non lo vede come un canale di riferimento per la vendita; così come l’e-commerce: l’online è ancora poco diffuso.
Sul versante competenze, il TAA spicca per alcune priorità molto nette. Le lingue sono dominanti, così come la visibilità/reputazione. La comunicazione è elevata (simile al NE). Interessante il dato su valutazione delle performance: nel TAA l’83% lo ritiene importante, molto più alto della media NE, indice di maggiore attenzione al controllo economico.
Il contesto economico distingue nettamente il TAA dal resto del Nord-Est. I costi risultano in aumento nel 100% dei casi. Soprattutto, il fatturato del TAA diminuisce nel 67% delle aziende e cresce solo nel 33% (tutto nel range +5–10%), mentre nel NE la situazione è più equilibrata (cresce nel 44%, invariato nel 24%, in calo nel 24%). Ne emerge una pressione sui margini decisamente superiore e una domanda più fragile.





